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Sono in procinto di partire alla volta di Salisburgo per la consueta verifica del percorso della Ciclovia Alpe Adria. Ho fatto un po’ di manutenzione alla bici, preparato le borse da cicloturismo e caricato le tracce del percorso sul gps. E qui viene il bello! Provo a sovrapporre le mie tracce con quelle scaricabili dal sito ufficiale della ciclovia (http://www.alpe-adria-radweg.com) e trovo che nella parte italiana permangono molti errori (a Malborghetto, sull’Ippovia e, quello più grave, dall’attraversamento di Udine a Pavia di Udine).

Sito ufficiale CAAR Avevo già segnalato molti mesi fa questa discrepanza (quando sono stati posizionati i segnavia che attualmente indicano il percorso definitivo della CAAR) ma finora nessuno ha provveduto a portare le dovute correzioni: spero che questo post possa finalmente portare rimedio a tali errori. Non credo sia questa mancanza che provoca la marea di lamentele di tantissimi cicloturisti che si perdono tra Resiutta e Udine (dove la tabellazione ufficiale tuttora è assente o deteriorata). Però quel sito è stato realizzato da dei professionisti e con (tanti) soldi pubblici. Sarebbe opportuno che fosse sempre aggiornato!

Questa potrebbe essere anche l’occasione per trasmettere i tracciati definitivi della Ciclabile Alpe Adria a chi gestisce il sito ufficiale. Per la cronaca, questi tracciati verranno resi pubblici dalla Provincia di Udine per mezzo di una bella guida corredate da ottime mappe entro pochi giorni (si spera!… i tempi della pubblica amministrazione italiana sono sempre molto lunghi).

Per finire, vorrei far luce sul motivo di queste differenze di tracciato riportate sia dal sito ufficiale della CAAR che dalla guida pubblicata dall’Esterbauer (ne abbiamo parlato anche QUI). Il tracciato della Ciclovia Alpe Adria, finanziato dalla Comunità Europea, avrebbe dovuto essere completato entro l’anno 2011. Dato che il completamento della parte italiana all’epoca era ancora in alto mare (e purtroppo nel luglio 2013 la situazione non è migliorata di molto), il partner austriaco, probabilmente aiutato da qualche oculato tour operator, ha “inventato” un tracciato che connetteva i tratti già costruiti utilizzando delle strade fruibili con relativa sicurezza dai cicloturisti.