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<p><span style="color: #444444; font-family: 'Open Sans', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 24px;">Molte persone mi chiedono se il tratto di ciclabile tra Pietratagliata e Dogna sia stato riaperto al transito dei cicloturisti. Finalmente sono riuscito a fare un sopralluogo sul tratto della Ciclovia Alpe Adria interessato dall’esteso incendio boschivo di qualche settimana fa. Arrivato alla scalinata che permette di accedere alla pista ciclabile scendendo da Pietratagliata, noto subito una transenna appoggiata alla scarpata. I segnali di divieto sono nascosti e alcuni cicloturisti, che nel frattempo sono arrivati, affrontano la rampa ignari del pericolo. Sono ottimista: forse il tratto è stato effettivamente ripulito e messo in sicurezza e la transenna è stata temporaneamente lasciata sul posto in attesa di essere recuperata dagli uomini della Protezione Civile. Purtroppo quando raggiungo il tratto coinvolto dall’incendio (si tratta solo di poche centinaia di metri) l’ottimismo scompare. Sulla pista ciclabile ci sono molti grossi massi, pietre più piccole e pezzi di legno parzialmente carbonizzati. A completare il tetro panorama: il nero del sottobosco e della base dei tronchi coinvolti dalle fiamme e l’odore del legno bruciato che ancora permane nella zona. Nel frattempo arriva un’altra coppia di cicloturisti stranieri. Appena vedono i detriti sulla ciclabile si fermano, discutono su cosa fare (l’alternativa è scendere di nuovo sulla strada statale e percorrerla fino a Dogna) e alla fine decidono di rischiare e proseguire. Mi auguro che la messa in sicurezza dell’area venga effettuata in tempi brevi anche se temo non sarà così (sono appena iniziati i lavori sulla SS13). Nel frattempo mi è sembrato corretto riposizionare la transenna, per evitare che i cicloturisti possano pensare che questo tratto di ciclovia possa essere percorso senza pericoli.</span></p>