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La Ciclovia Alpe Adria prende inizio dalla pittoresca cittadina balneare di Grado, sulla costa Adriatica. Questa località vanta una storia notevole. Sbocco sul mare per la vicina città romana di Aquileia, successivamente assume importanza politica e religiosa in seguito all'invasione dei Longobardi della terraferma. L'ascesa di Venezia provoca il lento declino di Grado che si riduce a un semplice villaggio di pescatori. Dopo l'annessione all'impero Austro-Ungarico, la cittadina diventa un importante centro turistico e termale. Il centro storico si è incredibilmente conservato, senza subire subire grosse modifiche dovute al grande successo turistico della località dalla fine del XIX secolo. Assolutamente d'obbligo una visita della città vecchia: un dedalo di strette calli e campielli medievali di gusto veneziano, caratterizzato da piccole abitazioni in pietra addossate l'una all'altra.

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Dopo una visita alle caratteristiche viuzze del centro storico ed alla basilica, si esce dall’isola di Grado passando sul ponte girevole e imboccando il terrapieno, dove di recente è stata realizzata una bella ciclabile, che attraversa la laguna di Grado fino a toccare la terraferma nei pressi di Belvedere. Questa pista ciclabile, circondata dalle acque salmastre della laguna, offre delle belle vedute dell'area umida caratterizzata da isolotti colonizzati da una peculiare vegetazione e da molti volatili. Ben visibile ai margini della laguna, su una delle poche isole abitate, il santuario mariano di Barbana. Toccata la terraferma presso la fatiscente stazione di Belvedere, la pista ciclabile prosegue correndo lungo il tracciato della vecchia linea ferroviaria Cervignano – Belvedere.

Dopo pochi chilometri si giunge ad Aquileia: capitale storica del Friuli e maggiore centro archeologico dell'Italia settentrionale. Fondata nel 181 a.C. dai romani, grazie alla sua posizione strategica divenne una delle più importanti metropoli dell’impero. La città raggiunge il massimo splendore nel IV secolo e grazie ai Patriarchi mantiene una notevole importanza politica e religiosa anche successivamente alla caduta dell'impero romano. Le scorrerie dei barbari e l'avvento dei Longobardi, determinò l'abbandono della città che verrà riportata a una certa importanza solo verso l'anno Mille, grazie al patriarca Poppone che riporta proprio in questo luogo la sede del patriarcato e ristruttura la basilica di Santa Maria Assunta. Consigliamo a tutti i cicloturisti di fermarsi a visitare questa località: la pista ciclabile passa accanto agli scavi che hanno riportato alla luce il porto, il foro, i basamenti, i mosaici di numerose ville ed aggira il retro della maestosa basilica di Santa Maria Assunta.ie alla sua posizione strategica divenne una delle più importanti metropoli dell’impero.

Giunti alle porte di Terzo di Aquileia, la pista ciclabile asfaltata abbandona il vecchio sedime ferroviario ed attraversa il paesino offrendo belle vedute sul fiume Terzo. Si prosegue sempre su pista ciclabile fino alle porte di Cervignano del Friuli, grosso centro abitato, bagnato dal fiume Ausa. Purtroppo questo comune non ha tabellato il tracciato definitivo della Ciclovia e quindi l'attraversamento della cittadina dev'essere effettuato seguendo la strada principale (SR352). In uscita dal centro abitato, presso la nuova rotonda realizzata all'incrocio con la strada che collega Trieste a Venezia (SS14), ritroviamo sul lato opposto una nuova pista ciclabile che prosegue verso nord. Appena oltre la rotonda bisogna fare molta attenzione ad attraversare la strada regionale dato che la pista ciclabile prosegue sul lato opposto della strada ed il semaforo che dovrebbe regolare questo passaggio non è ancora stato attivato. Si continua a pedalare fino alle porte di Strassoldo sempre sulla pista ciclabile asfaltata che corre a lato della trafficata strada regionale. Alla fine della ciclabile si svolta a destra (attenzione che in questo incrocio non ci sono segnali ufficiali della CAAR) proseguendo lungo un bel viale alberato fino a Strassoldo, interessante borgo medioevale che merita una breve visita. Si prosegue seguendo la tabellazione ufficiale della Ciclovia Alpe Adria Radweg fino a raggiungere Privano pedalando su di una stradina asfaltata poco trafficata. Fare attenzione all'uscita del paesino a svoltare a destra su una strada sterrata (di nuovo la tabellazione ufficiale manca) che porta fino al sottopasso dell'autostrada. Poco oltre, imboccare la pista ciclabile che si stacca a sinistra che ci porta fino all'entrata di Palmanova passando prima sul fossato del Taglio (il canale che drenava le acque in eccesso del fossato che circonda la fortezza) e poi attraverso le strutture fortificate realizzate in epoca napoleonica. Si entra così a Palmanova, città fortificata dalla pianta stellata edificata dalla Serenissima Repubblica di Venezia nel 1593. La grande piazza centrale circondata da edifici storici rappresenta un punto di sosta obbligato per tutti i cicloturisti che percorrono la Ciclovia Alpe Adria Radweg. Qui alcuni cartelli dedicati alla nostra ciclovia ci aiutano a meglio comprendere la struttura e le peculiarità di Palmanova. Per chi avesse più tempo a disposizione consiglio sempre una visita più approfondita della città, magari chiedendo informazioni all'ufficio turistico che si trova proprio all'inizio di borgo Udine (la via che si imbocca per uscire dalla città). 

Superata la porta e il ponte sul fossato, fare attenzione a svoltare a sinistra prendendo una stradina sterrata che offre delle belle vedute sui bastioni e le fortificazioni più esterne. Giunti sul viale della stazione ferroviaria si prosegue dritti su una pista ciclabile asfaltata, ma in certi punti strettissima, che costeggia di nuovo la SR352. Alla fine della ciclabile si svolta a destra e si seguono i cartelli per imboccare poco oltre una bella strada sterrata che ci porta a Mereto di Capitolo. Nella piazza della chiesa si attraversa di nuovo la strada regionale e si prosegue per Santa Maria la Longa utilizzando strade poco trafficate e tratti di pista ciclabile in sede propria. Giunti a Tissano, paesino famoso anche per la sua sfilata di Carnevale, possiamo ammirare l'elegante Villa Agricola del Torso, ora trasformata in albergo. Nel territorio compreso tra Palmanova e Udine sono presenti molte ville venete, purtroppo alcune sono in stato di abbandono: purtroppo chi percorre la Ciclovia ne può ammirare solo una minima parte anche perchè chi ha progettato questa parte di percorso ha spesso preferito che i cicloturisti aggirino i paesi piuttosto che entrare nei piccoli ma pittoreschi centri storici di Lauzacco, Pavia di Udine e Lovaria. A parte questa critica, il tratto tra Tissano e Pradamano, che passa su strade poco trafficate, spesso non asfaltate, è tabellato abbastanza bene. Lungo questo tratto si segnala il piccolo borgo di Persereano con la bella Villa Florio e la caratteristica Villa Deciani a Selvuzzis.

Da Pradamano si raggiunge la periferia e quindi il centro storico di Udine pedalando dapprima su una pista ciclabile asfaltata, quindi su un tratto di strada sterrata ed, entrati in città, su strade dal traffico moderato e piste o marciapiedi ciclabili talvolta di mediocre qualità. Per fortuna, approssimandosi al centro storico, si entra nella zona a traffico limitato e quindi i rischi per i cicloturisti si riducono di molto. La tappa termina a Udine, graziosa città di cui si attraversa il centro storico ammirando i suoi monumenti più famosi: il Castello sito su di un colle che domina la città, il Duomo, la Loggia del Lionello, il Palazzo Arcivescovile con gli affreschi del Tiepolo, il più grande pittore italiano del ’700, le eleganti piazza Libertà in stile veneziano e piazza San Giacomo, che rappresenta il cuore cittadino assieme a via Mercatovecchio.

Udine - Venzone